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Nell'archivio della famiglia Brigl si trova una collezione di 68 ritratti fotografici di parenti e conoscenti nel formato "cartolina da visita". Originariamente brevettata dal fotografo parigino André Adolphe-Eugène Disdéri nel 1850, la "carte de visite" si compone di una fotografia (solitamente stampata su una carta all'albumina) incollata su un cartoncino rigido di dimensioni 6x9 cm. Sotto al ritratto è generalmente impresso il nome del fotografo e/o dello studio fotografico, mentre sul retro si trovano informazioni sullo studio e sulle onoreficenze assegnate all'atelier. Questo formato divenne presto molto popolare, poiché permise alle famiglie nobili e borghesi di crearsi un biglietto da visita e scambiarlo vicendevolmente con amici e parenti e annotare sul retro della cartolina il nome della persona ritratta.
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68 documenti legati

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FONDO \GENERATORE del - : ARCHIVIO FAMILIARE BRIGL (067)
PERIODO:
AUTORI (T): AUTORI VARI;
FORMA d. CITAZIONE (T): © Archivio provinciale, Archivio fotografico Brigl, [codice img]
COPYRIGHT (T): PROVINCIA AUTONOMA DI BOLZANO - TUTTI I DIRITTI
Modificato il: 08.07.2019

Una consistente serie di immagini del fondo Richard Müller deriva dalla sua attività nella "Südtiroler Kulturkommission" e ritrae il ricco patrimonio culturale e paesaggistico presente nel territorio altoatesino. Il fondo raccoglie inoltre 4 album fotografici inerenti al periodo della Prima Guerra Mondiale. Completano il fondo diverse cartoline postali illustrate, una serie di immagini relative al Raduno di Norimberga del 1936 e un quinto album con foto ricordo di viaggi.
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864 documenti legati

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FONDO \GENERATORE del - : ARCHIVIO FOTOGRAFICO MÜLLER RICHARD (072)
PERIODO:
AUTORI (T): AUTORI VARI; MÜLLER RICHARD;
SERIE DEL FONDO:
SÜDTIROLER KULTURKOMMISSION: Un'abbondante parte di fotografie derivano dall’attività di Müller nella “Kulturkommission Ahnenerbe". L'ente venne istituito nel 1940 dalla "Arbeitsgemeinschaft der Optanten für Deutschland" (AdO, Associazione degli optanti tedeschi) con la finalità di conservare il patrimonio architettonico e culturale del territorio e di poter riproporre le tradizioni e le tipologie costruttive edilizie altoatesine nel Terzo Reich. Per questo motivo un’abbondante parte del fondo (ca. 700 fotografie) è composta da immagini di paesaggi montani ed edifici sacri e profani. Nel particolare, Müller realizzò riprese di masi, ville, residenze e castelli. Sono presenti, inoltre, immagini inerenti alla vita lavorativa dei contadini nei campi. La maggior parte delle fotografie presentano sul retro la data, il contenuto e il luogo raffigurato. Compaiono maggiormente le localitá di Appiano, Caldaro, Renon, Sarentino, San Genesio, Funes e Laces.
CARTOLINE ILLUSTRATE: Il fondo presenta una serie di corrispondenze tra i componenti della famiglia Müller. Si tratta di cartoline postali per lo più raffiguranti le località di Marina di Fuscaldo (Calabria) e Fabriano (Marche).
PRIMA GUERRA MONDIALE: I quattro album in cartoncino (nr. 1, 2, 3 e 4) documentano la routine dei soldati sul fronte dolomitico in Trentino durante la Prima Guerra Mondiale. Si trovano immagini di militari, fotografati in posa o impegnati nelle loro attività quotidiane, prigionieri di guerra e costruzioni di nuove strade. Non mancano riprese di paesaggi montani delle località circostanti, come Canazei, Alba, Vigo e Campitello di Fassa. Ogni fotografia è accompagnata da una breve didascalia con relativa indicazione del luogo. Completa la serie una raccolta di immagini dell’Aeroporto militare austro-ungarico di Ciré (Pergine), zona in cui vennero costruiti hangar per il deposito di aerei, officine e alloggi per i soldati.
VIAGGIO IN ITALIA: Il quinto album, più grande, è dedicato al viaggio compiuto da Richard Müller in Italia centrale e meridionale negli anni 1934-1937. Le fotografie immortalano principalmente paesaggi marittimi e rurali, scene di vita di paese ed edifici sacri e profani. Ad ogni immagine è accostata una breve descrizione del contenuto raffigurato. Le riprese si concentrano in particolare sul paese di Fuscaldo in Calabria, ma si trovano anche altre località, come ad esempio Ancona, Urbino, Fabriano, Perugia, Gubbio e Assisi.
RADUNO DI NORIMBERGA 1936: Richard Müller documenta una delle imponenti manifestazioni propagandistiche tenute dal Partito Nazionalsocialista Tedesco: il “Reichsparteitag” (Giornata nazionale del partito) dall'8 al 14 settembre 1936. In queste fotografie appare la città di Norimberga adornata per l’occorrenza, parate e cortei militari, il saluto di Adolf Hitler alla folla e il luogo scelto per ospitare il congresso, ossia la “Reichsparteitagsgelände” (Area dei raduni di Norimberga).
FORMA d. CITAZIONE (T): © Archivio provinciale, Archivio fotografico Müller Richard, [codice img]
COPYRIGHT (T): PROVINCIA AUTONOMA DI BOLZANO - TUTTI I DIRITTI
Modificato il: 02.07.2019

Il 1° febbraio 1918 entrava in funzione per la prima volta la linea ferroviaria della Val di Fiemme nel tratto Cavalese-Predazzo. La tratta ferroviaria a scartamento ridotto si estendeva tra Ora e Predazzo in Trentino. I primi progetti vennero già fatti nel 1910, ma a causa dello scoppio della prima guerra mondiale non vennero realizzati. Con l'entrata in guerra dell'Italia nel 1915 e l'inizio della guerra sul fronte dolomitico le strade esistenti si dimostrarono inefficienti per garantire il massiccio rifornimento necessario alle truppe. Si riprese quindi la progettazione della ferrovia e, nel 1916, la k.u.k. Heeresfeldbahn si aggiudicò l'appalto e l'ing. Oerley ne diresse i lavori. La linea ferroviaria fu costruita sotto il comando della 28. compagnia ferroviaria, impegnò 6.000 lavoratori, dei quali 600 militari e 1500 prigionieri di guerra, prevalentemente russi e serbi, e si concluse nel 1918.
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FONDO \GENERATORE del - : FERROVIA DELLA VAL DI FIEMME (026)
PERIODO:
AUTORI (T): ANONIMO;
FORMA d. CITAZIONE (T): © Archivio provinciale, Ferrovia della Val di Fiemme, [codice img]
COPYRIGHT (T): PROVINCIA AUTONOMA DI BOLZANO - TUTTI I DIRITTI
Modificato il: 02.07.2019

La mostra ed il relativo catalogo Legionari hanno il pregio di racchiudere in sé una molteplicità di motivi di interesse. C’è l’indubbio e per certi aspetti eccezionale valore storico rappresentato da migliaia di fotografie scattate da un legionario italiano durante tutta la durata della guerra civile spagnola. Un corpus documentario unico nel suo genere, che da oggi in avanti rappresenterà di sicuro una fonte importante per chi vorrà studiare la partecipazione italiana a quella che fu una sorta di guerra civile europea tra fascismo e antifascismo, prodromo della tragedia della seconda guerra mondiale. C’è poi, affascinante, il tema del viaggio, inteso come momento di conoscenza del diverso. Le immagini scattate dal tenente Guglielmo Sandri ci restituiscono l’itinerario lungo e tortuoso di un esercito straniero in terra di Spagna, attraverso il quale si rispecchia la quotidianità minore di una guerra che fu terribile e sanguinosa, ma anche la curiosità di un uomo di provincia che si lascia affascinare dai muti paesaggi come dalle splendide testimonianze architettoniche delle città spagnole e dai volti dei suoi abitanti. C’è infine la vicenda biografica di questo fotografo, che da sola è in grado di raccontarci la storia di un piccolo pezzo d’Europa, l’Alto Adige, così come le sue fotografie ci raccontano la guerra civile spagnola. L’austriaco Wilhelm Schrefler in seguito ai mutamenti di confine seguiti alla prima guerra mondiale diventa un cittadino italiano della minoranza di lingua tedesca dell’attuale provincia di Bolzano. Durante gli anni del regime fascista italianizza il proprio nome in Guglielmo Sandri e parte per la Spagna per combattere a fianco dei fascisti. Una selezione delle migliaia di fotografie da lui scattate durante quella spedizione militare è riprodotta nella relativa mostra esposta nel 2006 dapprima a Barcellona, presso il Museu d’Història de Catalunya e poi, nel 2007, a Bolzano, presso la Libera Università di Bolzano. Ma in questo lavoro c’è anche la proficua collaborazione tra il Museu d’Història de Catalunya e l’Archivio provinciale di Bolzano, possessore del fondo fotografico Wilhelm Schrefler/ Guglielmo Sandri. Tale collaborazione offre un prezioso esempio di come istituzioni e regioni di paesi diversi possano cooperare efficacemente, valorizzando reciprocamente le proprie conoscenze e i propri patrimoni culturali. Questo progetto è stato sostenuto in maniera importante da un’azienda leader di livello internazionale come la Leitner Technologies offrendo un bell’esempio di cooperazione in ambito culturale tra istituzioni pubbliche e impresa privata. Tutto ciò avendo quale scopo principale quello di contribuire alla conoscenza di un evento drammatico e centrale della nostra comune storia europea.
Il fotografo sudtirolese: Wilhelm Schrefler nasce a Merano nel 1905. Nel 1935 italianizza il suo nome in Guglielmo Sandri e si arruola nell'Esercito italiano. All'inizio del 1937 parte volontario per la Spagna come ufficiale del Corpo Truppe Volontarie, le unità create dal regime fascista per sostenere i generali golpisti che avevano dato avvio alla guerra civile spagnola (1936-1939). Vi rimarrà fino al maggio 1939, scattando migliaia di fotografie che rappresentano una documentazione unica della partecipazione italiana a quel conflitto. Le foto ritraggono soldati impegnati negli spostamenti, nei preparativi delle battaglie, in momenti di vita quotidiana, con la popolazione locale spesso inquadrata nelle organizzazioni franchiste, durante funerali e altre manifestazioni pubbliche e poi ancora paesaggi, monumenti, chiese, edifici distrutti o danneggiati.
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FONDO \GENERATORE del - : ARCHIVIO FOTOGRAFICO SANDRI-SCHREFLER (016)
PERIODO:
AUTORI (T): SANDRI GUGLIELMO / SCHREFLER WILHELM;
FORMA d. CITAZIONE (T): © Archivio provinciale, Archivio fotografico Sandri Schrefler, [Codice img]
COPYRIGHT (T): PROVINCIA AUTONOMA DI BOLZANO - TUTTI I DIRITTI
Modificato il: 02.07.2019

Un salto all'indietro – Salto Rückwärts

L'esposizione fotografica "Un salto all'indietro", nata da una collaborazione tra l'Archivio provinciale di Bolzano e l'Ufficio Cultura Italiana, si compone di una selezione di fotografie provenienti dai fondi dell'Archivio provinciale relative ad alcune delle principali tematiche legate allo sport e all'attività fisica. Quattro di queste fotografie sono stereoscopiche, stampate in forma di anaglifo e caratterizzate da un effetto tridimensionale. In un arco cronologico che va dagli anni Venti fino agli anni Settanta del Novecento, gli scatti dei diversi fotografi mostrano un'ampia gamma di attività sportive in Alto Adige. La sua morfologia variegata, caratterizzata da grandi montagne ed estese vallate, rendono il territorio provinciale una destinazione ricercata dagli appassionati dell'attività fisica durante tutto l'anno.
Nel corso dei decenni è stato sempre più determinante il legame tra lo sport e il turismo. In Alto Adige, grazie all'avanzamento delle tecnologie, il potenziamento delle vie di comunicazione, la crescita economica e la fioritura di strutture alberghiere, è stato possibile costituire un unico sistema finalizzato alla protezione e all'espansione del turismo di massa. Con particolare riferimento agli sport invernali, si è potuto ad esempio apprezzare uno sviluppo considerevole delle attrezzature e degli impianti sciistici del territorio provinciale. Lo sci risulta una delle attività più praticate e amate nella stagione invernale, seguito dall'alpinismo e dalla discesa su slittino. Per il periodo primaverile ed estivo, invece, sono documentate numerose tipologie di attività, dagli sport acquatici – come nuoto, pallanuoto, tuffi e nuoto sincronizzato – all'arrampicata su roccia. Non mancano poi il ciclismo, il calcio all'aperto e il trekking in montagna.
L'Alto Adige può quindi essere considerata una terra di sportivi. La passione per l'attività fisica non si esaurisce però nella pura pratica. Nei confronti della comunità, lo sport veicola principi di socialità, condivisione, partecipazione e coinvolgimento. In particolare, l'aspetto socializzante della pratica sportiva rivela uno spiccato interesse dei cittadini a partecipare agli eventi locali e alle manifestazioni pubbliche nazionali svolte nella provincia. L'eccitazione per lo svolgimento di una gara o l'impaziente attesa dell'arrivo dei gareggianti al traguardo mostrano come lo sport diventi una volta di più un'attività di intrattenimento. Si osservi nelle immagini esposte l'ampia presenza dei bagnanti all'apertura estiva del lido di Bolzano e la loro adesione agli eventi serali organizzati nella piscina pubblica. Non passano inosservati neppure i numerosi sguardi incuriositi di coloro che assistettero alle tappe di Bolzano del Giro d'Italia, intenti ad applaudire, incitare i gareggianti e a seguire con attenzione l'importante evento.
L'esposizione rivela diverse sfaccettature e approcci dello sport. Alcune immagini presentano un taglio propriamente agonistico e competitivo e incentrato sulla prestazione fisica richiesta agli atleti. Diversi sono ad esempio i gareggianti ritratti nelle immagini degli anni Cinquanta dell'archivio Foto Excelsior di Bolzano. Che si tratti dei ciclisti partecipanti al Giro d'Italia, della squadra di pallanuoto del "Bolzano nuoto", dei motociclisti schierati alla linea di partenza di una gara o delle atlete di nuoto sincronizzato, ciò che traspare è grinta, competitività, spirito di squadra e disciplina. In altre fotografie prevale invece l'aspetto ludico e dilettantistico. Lo scatto fotografico appare ora un modo per imprimere sulla pellicola momenti di spensieratezza, svago e leggerezza. Il fotografo Sisto Sisti coglie le attività quotidiane ricreative al Dopolavoro della fabbrica Montecatini di Sinigo tra gli anni Trenta e Cinquanta, che prevedevano giochi e attività per adulti e bambini, dalle partite di calcio a quelle di bocce, dai giochi con i birilli al salto della corda. Lo sport si trasforma così in un'occasione di intrattenimento, condivisione e divertimento con amici e famigliari. Altre immagini mostrano ancora l'attività sportiva come una possibilità per superare i propri limiti e immergersi a contatto con la natura. Il fascino dell'ostacolo e l'attrazione per la montagna vengono raccontati in particolare dai fotografi Erich Planinschek di Bressanone, Mario Geat di Trento e Alberto Melloni di Villafranca Padovana, documentando la disinvoltura dell'alpinista temerario durante la salita di vette dolomitiche. L'attività fisica coinvolge infine le attività didattiche scolastiche, come documentato dal fondo della scuola di economia domestica Bühlerhof di Bressanone degli anni Settanta, e la politica diventa uno strumento per rendere omaggio allo sport in occasione di eventi e manifestazioni sportive. Il brindisi tra i campioni Gustav Thöni e Klaus Dibiasi con il presidente della giunta provinciale Silvius Magnago del 1973 ne è una testimonianza.
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28 documenti legati

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FONDO \GENERATORE del - : AP - 13_3 ARCHIVIO PROVINCIALE (063)
PERIODO:
FORMA d. CITAZIONE (T): © Archivio provinciale, Un salto all'indietro
COPYRIGHT (T): PROVINCIA AUTONOMA DI BOLZANO - TUTTI I DIRITTI
Modificato il: 18.07.2019

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